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    La nostra storia

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MARCHIO DI QUALITA’ FIPAV-ARGENTO

E’ con grande orgoglio ricevere dalla Fipav il MARCHIO DI QUALITA’ ARGENTO unica Societa’ del Comitato Territoriale Trieste/Gorizia. Un’ulteriore stimolo a lavorare per migliorare il nostro standard di qualità tecnico/organizzativo. Un’ importante contributo per il conseguimento del Marchio di Qualità Argento è stato dato dalla sezione maschile che sempre di più si sta dimostrando una parte significativa del progetto giovanile Eurovolleyschool in collaborazione con Il Volley Club . Complimenti a tutto lo staff tecnico/organizzativo. Grazie a tutti. Asd Eurovolleyschool

ti piace la pallavolo TI ASPETTIAMO in palestra

Ciao, puoi provare la pallavolo nelle palestre:

Ragazzi/e palestra Liceo G. Galilei  lunedì-mercoledì ore 18.00-19.30

Ragazze palestra Liceo G. Galilei     martedì-venerdì ore 18.00-19.30

RAGAZZI pales. I. A. Volta  lunedì-mercoledì-giovedì ore 18.00-19.30

Sai già giocare e hai un’età compresa tra il 2000 e il 2006 puoi provare con un gruppo che partecipa al campionato Regionale di serie D.

Chiama al 348-8841858

3 titoli consecutivi categoria U18-IL PRIMO TERRITORIALE

III TITOLO CONSECUTIVO CATEGORIA U18 -I TERRITORIALE CONQUISTATO DALL’EUROVOLLEYSCHOOL LE NEO CAMPIONESSE:(da sx a dx) In piedi: Serena SFREDDO, Elisa SFREDDO, Agata CRUCITTI, Sofia VISINTIN, Giulia PETZ, Aurora DE CRESCENZIO Accosciate: Alessia KRIZMAN, Giorgia PAULI, Alessia TONINI, Maria TREMULI, Marta PECALLI CAMPIONI, CAMPIONI, CAMPIONI  Lasciatemelo gridare ancora felice di poter, nel mio piccolo, citare il grido mundial lanciato nell’ormai lontano ‘82 dal compianto Nando Martellini. Allora la conquista era Azzurra e Mondiale mentre quella di oggi, molto più modestamente, pur mantenendo il colore della maglia ha confini più limitati (celiando potremmo dire che per il “Mondo” c’è ancora tempo). Lasciatemi anche dire che conquistare il titolo è stata una fatica non da poco. Adesso che è finita in “gloria” possiamo pure trastullarci con pensieri simil filosofici tipo “la conquista più è impervia e più acquista sapore” anche se, parlando a nome delle mie strapazzate “coronarie”, una vittoria un po’ meno sofferta non l’avrebbero di certo rifiutata. E’ stata una faticaccia per noi sugli spalti,   dove troppo spesso ci siamo trovati “sbattuti come fuscelli dalle onde” originate dalla tempesta di emozioni che scaturiva da ogni giocata, e faticaccia anche maggiore lo è stata per le ragazze in campo, basti considerare che la strada per il titolo ha reso necessaria la disputa di ben nove set nell’arco della stessa giornata (a cui si devono aggiungere i cinque disputati dalle “nostre” la sera precedente per il campionato di serie C). Complessivamente si tratta di quattordici set disputati in meno di ventiquattro ore, ecco quindi spiegato il perché di un abbraccio finale sin troppo misurato. Sul punto finale uniche a scattare verso il centro del campo le ragazze della panchina che in quello scatto hanno liberato tutta la tensione accumulata e a cui non avevano potuto dare sfogo al contrario delle loro compagne in campo.  Osservo le foto della premiazione dove le ragazze sono finalmente tutte sorridenti, oserei dire “ felici”, con la medaglia sul petto e la coppa della vittoria ben in vista in mano alla capitano eppure c’è stato un momento, domenica mattina, in cui tutto questo sembrava, se non proprio perduto, perlomeno lontanissimo da raggiungere. Sorprese dalla partenza veemente della formazione dello Zalet Kontovel le evissine si sono risvegliate bruscamente dal torpore che le aveva sin lì attanagliate quando ormai erano sull’orlo dell’eliminazione dopo che le ragazze dell’altipiano avevano, con merito, fatto loro i primi due set.Le “carsoline” iniziavano la gara di semifinale servendo forte e tenendo alto il ritmo tanto che sembravano in grado di sviluppare una velocità di reazione doppia rispetto al “diesel” di casa. Persi i primi due set (ed era la prima volta che accadeva nell’arco di tutto il campionato) l’accesso alla finale restava appeso ad un filo sottilissimo. Le ragazze, da perfette equilibriste, su quel filo sono state brave a camminare fino alla fine consapevoli di non aver più alcun margine di errore.Qualcosa è scattato contemporaneamente in ognuna di noi, un “click” che ha radicalmente modificato l’inerzia dell’incontro”. Questa la spiegazione data dal nostro “libero”, di quel che è successo tra la fine del secondo parziale e l’inizio della riscossa. Ed in effetti è come se dalla terza frazione fosse iniziata un’altra partita. Non c’è stata più storia, esaurita la spinta inziale le atlete dello Zalet si sono letteralmente “piantate” mentre il nostro “diesel” una volta trovata la giusta temperatura e i giusti giri ha menato la danza sino alla fine riconquistandosi il diritto a disputarsi il titolo.Passato lo spavento restava da occupare quel po’ di tempo che separava dall’inizio della gara decisiva cercando di recuperare quanta più energia possibile. In contemporanea alla gara della Don Milani nell’impianto di via Giulia dedicato al compianto campione locale di canottaggio, Luca Vascotto, le altre due semifinaliste, San Sergio e S. Andrea/S. Vito davano vita ad un’altra vibrante contesa risoltasi sul filo di lana dei vantaggi a favore delle ragazze di via Locchi. Alla luce dei risultati della mattinata questi gli incontri in programma al pomeriggio presso l’impianto della Don Milani: San Sergio vs Zalet Kontovel per la medagli di bronzo, Eurovolleyschool – S. Andrea/S. Vito per il titolo. Lo scontro tra EVS e S. Andrea/S.Vito non è stato certo una novità. Nell’arco della presente stagione le formazioni U18 delle due società si sono incontrate già per ben tre volte dando sempre vita a gare combattute ed avvincenti. Sino alla gara di finale lo “score” ha visto tre vittorie, non certo facili, dell’Eurovolley. Ma quella che ci attendeva Domenica era, per l’appunto, la finale e l’esperienza insegna che la gara “secca” sfugge spesso da ogni regola.La quarta replica stagionale del match ha visto per ogni set la costante di nostre partenze col freno a mano tirato. Avvii di cui sapevano approfittare le santandreine che però con uguale regolarità tendevano a calare nel finale consentendoci di rientrare in partita.Da sottolineare, nel primo set, la freddezza di Giulia che chiamata alla battuta in sostituzione di Serena sul punteggio di 23 pari trova i due aces vincenti per chiudere a nostro favore la frazione (anche se va ammesso che il secondo ace ha ricevuto l’aiuto decisivo da parte del nastro).Grande equilibrio anche nel corso del secondo periodo che questa volta è appannaggio del S. Andrea.Uno a uno, quindi, e palla al centro. La terza frazione vede ancora una brutta partenza Evs mentre il “Santa” approfitta del solito buon inizio e mette la freccia. Ad un tratto, però, la gara gira ancora una volta. Le avversarie sembrano entrare in debito d’ossigeno aumentando la percentuale di errori commessi così, ancora una volta, il “diesel” bianco-azzurro ha la meglio, rientra in partita e sullo slancio effettua il controsorpasso aggiudicandosi in sicurezza il parziale. In quarta frazione se le nostre accusano la fatica le ragazze del Santa non ne hanno più e grazie anche ad un buon filotto in battuta di Kri il titolo prende definitivamente la strada di Altura. Assieme alla coppa del primo posto anche il premio per la miglior giocatrice della finale viene assegnato ad una delle nostre ragazze, è il “libero” Marta che riceve l’ambito riconoscimento dalla mani del presidente territoriale Sig. Paolo MANIA’. Terze le ragazze del San Sergio che nella finale per il bronzo hanno decisamente la meglio su uno Zalet che vista sfumare sul filo di lana la finale non è più riuscito a rientrare in partita. Concedetemi il pensiero finale per le “sconfitte”, hanno faticato e si sono impegnate in palestra almeno quanto noi, sappiamo tutti che significa non farcela dopo che hai dato tutto te stesso per cui riserviamo loro un grande applauso e l’augurio di futuri successi. Montblanc          

Con la testa altrove !!!!!

EVS – SANGIORGINA/PORPETTO: 0-3 (21/25-20/25-16/25) Una scampagnata sarebbe stata certamente più salutare che l’ora e mezza trascorsa sabato sera sugli spalti della Don Milani, almeno per le nostre ormai provate “coronarie”.Il terz’ultimo turno del campionato di serie C proponeva il match tra le Evissine e le Sangiorgine. Ospiti che occupano le posizioni centrali della classifica e padrone di casa che già da tempo hanno abbandonato ogni possibilità di recupero. Poteva scaturirne una partita piacevole scevra da tensioni, poteva appunto, invece le nostre subito dopo l’illusorio avvio hanno messo i motori indietro tutta. Sotto ritmo per l’intero incontro le locali non sono riuscite quasi mai ad impensierire in battuta le avversarie che dal canto loro si sono limitate al compitino oggi però sufficiente ad ottenere l’intera posta. Apparse abuliche e a tratti anche svogliate in quasi tutti gli elementi oggi in campo hanno dato la sensazione di chi voglia sbrigarsi il prima possibile di un’inevitabile incombenza. Così i tre set sono corsi senza sussulti degni di nota sino all’ovvia conclusione. Possiamo senz’altro concordare sul fatto che la stagione sia stata dura specie sul piano psicologico, qualche vittoria in più avrebbe potuto generare un’altra storia ma anche nella situazione attuale le motivazioni per rendere interessanti le ultime gare volendo non mancano. Per primo l’orgoglio di conquistare più punti possibile e di ben figurare dimostrando di essere comunque degne della categoria che ci si appresta a lasciare, in secondo luogo le restanti partite potrebbero e dovrebbero costituire un utile “allenamento” ed “accrescimento” in vista delle finali interprovinciali di categoria. Osservo però che se come questo sabato non c’è la concentrazione giusta qualsiasi discorso resta fine a sé stesso e sarebbe un vero peccato sprecare quanto di buono se ne potrebbe ricavare in termini di esperienza e convinzione. Chiudo con l’auguro di “in bocca al lupo” per le nostre U18 che domenica prossima affronteranno la fase finale del Campionato territoriale. Montblanc

Pesce d’aprile…..

EVS – JULIAVOLLEY STARANZANO: 0-3(15/25-16/25-21/25). Forse hanno pensato che ci stavano abituando troppo bene con due vittorie nel giro di soli cinque giorni e così hanno creduto bene di riportarci alla realtà. Vero che difronte avevano la terza forza del campionato tuttora in corsa per la promozione attestata com’è ad un solo punto dalla seconda posizione, ma il campo ha detto che un EVS solo un po’ più attenta e determinata avrebbe potuto giocarsela e quantomeno contenere i termini della sconfitta. E pensare che l’avvio della gara vedeva uno Staranzano stranamente falloso tanto che erano risultati sufficienti un paio di attacchi ben congeniati uniti ad un turno di battuta che con palloni in profondità aveva creato non pochi problemi alla loro ricezione perché ci trovassimo in comodo vantaggio. Di una situazione così favorevole una squadra matura e “affamata” avrebbe saputo approfittare invece le nostre “generose” evissine hanno rallentato il ritmo, già di per sé soporifero, in attesa che dall’altra parte della rete la “bella addormentata” da Staranzano si riprendesse quel tanto che bastava per recuperare lo svantaggio. Ristabilito l’equilibrio di partenza l’inerzia è passata, senza neanche troppo sforzo, nelle mani delle “lidensi” cui è stato sufficiente raccogliere a piene mani la messe di errori che le nostre sono riuscite a mettere in cantiere specie nel corso delle prime due frazioni. Nel riguardare le immagini registrate dell’incontro ho potuto constatare come dei 75 punti totali ottenuti dalla Juliavolley più di 2/3 sono frutto di nostri falli sotto rete, battute sbagliate (fuori o a rete), attacchi fuori misura, muri fuori e ricezioni sbagliate. Le statistiche ci dicono anche che il punteggio meno severo del terzo set non è dovuto ad una nostra reazione ma piuttosto all’aumento degli errori commessi dalle avversarie. La sensazione è che sabato sera le ragazze siano scese in campo convinte dell’ineluttabilità della sconfitta, magari non tutte ma senz’altro è la convinzione di aver già perso il pensiero inconscio che ha condizionato la prestazione di più di qualcuna. Alla conclusione del campionato mancano ancora quattro turni e anche se la classifica non ha purtroppo più nulla da dirci (ma questo è un dato di fatto già da tempo assodato) vediamo di onorare al meglio le avversarie e noi stessi con quattro prestazioni di spessore che ci lascino la convinzione che il nostro più che un addio alla categoria è solo un arrivederci. MontBlanc