• Eurovolleyschool serie D

    Eurovolleyschool serie D

    Futuro

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Il punto sulla partita Virtus-Eurovolleyschool

VIRTUS CLIMATIZZAZIONE – EVS: 3-2 (25/23-24/26-25/08-25/27-15/05) Alle nostre piace la partenza in salita. Pronti via e in una “Vascotto” dal buon colpo d’occhio quanto a spettatori presenti le padrone di casa provano subito l’allungo. L’indizio che qualcosa possa essere scattato nella “testa” delle ragazze è dato dal pronto recupero del punteggio con, udite, udite, sorpasso giunto a ridosso della metà periodo. Le Evussine danno l’impressione di aver finalmente trovato in campo un loro equilibrio, non tutto funziona ancora al meglio ma la determinazione che finalmente si intravvede nella loro azione è ben augurante. L’ultimo strappo vincente però è targato Virtus e, non senza qualche rammarico, il primo set va ad allungare la serie delle occasioni perdute. Che succederà ora, ci si chiede sugli spalti. Riusciranno a dare continuità al loro gioco o ripiomberanno nell’abulia che in precedenti incontri le ha già fatte sprofondare?. Ancora una partenza a vuoto poi con caparbietà e fatica il recupero e il nuovo sorpasso. In vantaggio per 23 a 20 la parità sembra cosa fatta ma ecco riaffiorare il “braccetto” e quelle marpione della Virtus ne approfittano per riportarsi in parità. Paradiso o Inferno? Stavolta ci tocca il Paradiso e dopo aver sprecato il primo set point i vantaggi premiano la volontà di Currò e compagne. Nel frattempo, sulle gradinate della “Vascotto” anche l’infreddolito pubblico si è rianimato e comincia ad incitare a gran voce le ragazze. Sono stati due bei set e se il detto non tradisce anche il terzo …..si rivela invece un incubo. Il gran dispendio di energie, più mentale che fisico, viene pagato e a metà periodo il divario nel punteggio è tale da consigliare al coach di utilizzare tutti i cambi possibili per dare fiato alle sue atlete più provate. Il rimedio si rivela efficace, la quarta frazione vede nuovamente in campo un EVS tonica e concentrata. Il set si gioca tutto sul filo dell’equilibrio e dopo aver annullato alla avversarie anche una palla match, gettando in campo anche l’ultima stilla di energia riescono a conquistarsi in un colpo solo il set, il primo punto in campionato e la possibilità di giocarsi la vittoria al tie-break. L’intervallo vola, quasi nemmeno il tempo di riprendersi dalle emozioni del set precedente che le squadre sono già schierate in campo. La speranza ora è tanta ma sarà per una forma di inconscio appagamento per la riuscita doppia rimonta, sarà perché si è in riserva di energia o perché le padrone di casa ci mettono quel pizzico di cattiveria e voglia in più, il set scivola rapidamente verso la fine lasciando campo libero alla Virtus.

Mont Blanc

Rinascimento EVS

   RINASCIMENTO EVS Confesso che in quest’ultimo periodo non mi è stato facile digerire i rovesci in serie inanellati dalle “nostre”. In ogni sconfitta ho sempre cercato di trovare segnali incoraggianti ma le ultime gare del girone di andata e la prima di quello di ritorno, soprattutto perché condite da buone partenze seguite da inarrestabili cadute, di fatto mi avevano lasciato senza parole. Ammetto anche che essendo un tifoso “passionale” negli ultimi tempi ho cercato di alleviare la “sofferenza sportiva” esibendo esteriormente un terapeutico “distacco”. Non so voi ma mi sentivo storicamente circondato da una sorta di Medioevo pallavolistico. Dinanzi agli occhi stava franando l’Impero (l’alloro dei vincitori con cui nel recente passato più volte ci siamo cinti il capo) mentre nel cuore nubi grigie gravide di pioggia mi lasciavano sconsolato sugli spalti a rimuginare su quel che poteva essere e non era stato. Lo ammetto, stavo “vergognosamente” per arrendermi ma fortunatamente per noi tutti non così le nostre indomite che invece, a partire dall’emozionante stracittadina di giovedì sera, sembra proprio stiano dando vita al Nuovo Rinascimento. Sguardo fiero eppure sognatore, lineamenti delicati ma decisi, il delizioso incarnato del volto che evidenzia il rosso petalo di rosa delle labbra schiuse in un espressione di dolce sicurezza. Non pare anche a voi che queste siano le stesse caratteristiche che si disegnano sui volti delle “nostre” forse appena un po’ contratti dalla tensione dello sforzo. Belle nel gesto fisico, nell’esplosione di nervi e muscoli che consente recuperi e schiacciate, dopo il buio finalmente ora guardano diritte davanti a sé senza paura. Tenaci e consapevoli di potercela fare.

Mont Blanc

U13 maschile 3×3 partito il primo concentramento

Partito il primo concentramento del campionato  U13 3×3 maschile regionale. Il Progetto giovanile ” Yunior Volley- Venezia Giulia” nato dal Consorzio tra Eurovolleyschoole e Volley Club Trieste” è sceso in campo per la prima volta con due nostre giovani squadre composte da ragazzi del 2004-2005-2006 , oltre a noi al concentramento hanno partecipato l’ Ausa Pav Cervignano- Soca Gorizia e L’Evs1 YVVG-Evs2 YVVG, tutti hanno giocato 3 partite di 3 set giocando con  grande impegno agonistico una buona pallavolo anche dal punto di vista tecnico. La foto finale dimostra quanto sia importante creare momenti di confronto e divertimento.

Evs…. serve più fiducia e convinzione nei propri mezzi…

PORPETTO/SANGIORGINA – EUROVOLLEYSCHOOL TS: 3-0 (25/22-25/20-25/23)

Anno Nuovo, maglia di gioco nuova ma sconfitta vecchia. Tutta qui la gara di sabato sera disputata a Porpetto per l’indisponibilità registrata all’ultimo minuto dell’impianto di San Giorgio di Nogaro. Al rientro in campo dopo la lunga pausa “attiva” delle festività le ragazze hanno palesato una buona forma sufficiente a tener testa a quella che attualmente è la quinta forza del campionato ma ancora insufficiente per conquistare i primi punti in classifica. A parziale consolazione vi è da dire che questa volta, rispetto alle ultime gare disputate a dicembre, le ragazze ci sono andate vicino in special modo nel primo e terzo parziale. In particolare nel corso dell’ultimo set, per l’ennesima volta e con l’aggravante che ciò è avvenuto quando si era già oltrepassato la metà frazione, sono riuscite a dilapidare il consistente vantaggio di punti sin lì accumulato. La sensazione è che il lungo periodo senza vittorie le abbia minato sul piano psicologico. Quando non si riesce a chiudere vittoriosamente il set neanche in situazione di chiaro vantaggio ma anzi si subisce il ritorno avversario quasi la sconfitta fosse ormai considerata un evento ineluttabile, il fato avverso cui è impossibile ribellarsi (e il moltiplicarsi degli interventi scomposti e/o in affanno in corrispondenza dei momenti clou della gara ne sono un chiaro segnale) allora urge un’iniezione di fiducia e convinzione, ingredienti questi che, purtroppo, non è possibile acquistare al supermercato ma che vanno ricreati con tenacia e pazienza senza guardare alla classifica ma vivendo gara dopo gara, giornata dopo giornata magari prefiggendosi ad ogni partita il raggiungimento di uno specifico obiettivo. D’altronde la vittoria altri non è che la sommatoria collettiva dei miglioramenti raggiunti come singolo e come squadra.

Mont Blanc

 

La Favola di Alice: dall’Eurovolleyschool a giocatrice di A1

La favola di Alice: da giovane speranza a giocatrice di A1 – Dal “PICCOLO” di Trieste

La triestina Sartori (classe 1999) dall’Evs alla Yamamay l’aspettava la B2 per crescere e ora fa il cambio alla Diouf di  Andrea Triscoli

TRIESTE. Protagonista in serie A1 femminile con l’ambita maglia della Yamamay Busto Arsizio. Non fatela smettere di sognare, perchè nel giro di poco tempo Alice Sartori, classe 1999, ha bruciato le tappe e raggiunto le mete più incredibili. Giunta in Lombardia dopo aver salutato l’Eurovolleyschool, le amiche e la famiglia, più che altro con l’ambizione di crescere e di fare un bel campionato con le giovani o giovanissime della serie B2 affidate a Tammone, la “mula” Alice ha subito spiccato per atletismo e doti fisiche, venendo così chiamata dal santone del volley azzurro Marco Mencarelli (allenatore della Uyba), a fare parte della rosa della prima squadra. In punta di piedi, con calma, avendo tutto da imparare da un ambiente nuovo, e al contempo affascinante. Dapprima, come detto, le convocazioni in prima squadra, poi, a fine novembre, in una domenica che la ex evssina non dimenticherà mai, ecco l’esordio ufficiale in serie A1, con il coach che la sceglie per dare fiato a Valentina Diouf. Non ad una qualunque, ma alla Diouf bomber incensato della formazione bustocca e colonna portante della Nazionale azzurra. Quel giorno, contro la Savino Scandicci, finisce 2-3 in favore delle lombarde, e la Sartori realizza così il sogno di calcare per ben due set il campo di una gara ufficiale di massima serie, davanti a tv e riflettori. Felicissima del risultato e della sua prova, Alice, catapultata questo è vero, nel paese delle Meraviglie, non si sarebbe aspettata di venir schierata in campo e che ne fossero richiesti i servigi. Ma la concentrazione ha subito preso il posto dell’agitazione e delle emozioni iniziali. Nella partita successiva poi, in casa, davanti al proprio pubblico, un pubblico numeroso colorato e animato come in pochi palasport in Europa, contro il Bisonte Firenze, ecco giungere i primi 2 punti in A firmati da sue conclusioni. E nella giornata successiva, con l’impegno a Treviso al Palaverde di Villorba contro Conegliano, ecco l’incontro con gli ultras personali: genitori, familiari e amici vanno direttamente nella Marca a seguirne le gesta. Oramai in pianta stabile in prima squadra in campionato, il mese di dicembre ha portato in casa Sartori un altro regalo: l’esordio ufficiale nelle coppe europee. Il 15 dicembre debutto nei 32simi di finale di Coppa Cev in casa contro il Vdk Gent, sconfitto per 3-1 dalle farfalle Uyba. Riposo totale per la Diouf che aveva saltato il match con Conegliano e lamentava problemi alla schiena, e spazio dunque per la Sartori, che realizza i suoi primi punti anche in Cev, contribuendo a abbattere le rivali belghe, nella serata di gloria della Martinez. Al ritorno, con altri 2 punti, la triestina partecipa al 3-0 inferto dalla Unet al Gent, e può così trovare il tempo di festeggiare il Natale in famiglia. Nei sedicesimi di finale, nel prossimo turno di Cev Cup, la Uyba affronterà il Maritza Plovdiv. Alti e bassi, viaggi, tanta nostalgia e stanchezza: questi gli aspetti negativi di cui la giovane ala può lamentarsi nel breve periodo, ma il tutto, ammette lei stessa, viene ripagato dalla fiducia dell’ambiente Yamamay, da uno staff tecnico che crede in lei, e dallo stimolo di potersi allenare e confrontare quotidianamente con campionesse e atlete di prim’ordine. Per una ragazzina che era andata a Busto per giocare solo in B2 o nelle giovanili, davvero un bel balzo in avanti. In questi giorni il breve soggiorno triestino, a ricaricare le batterie, a condividere in famiglia le emozioni per quanto vissuto in poche settimane, e, perchè no, imprimersi sulla pelle il ricordo di questa fase della vita: Alice Sartori ha voluto difatti farsi tatuare un arco, una freccia ed una data sottostante, la data del suo trasferimento. Tutti simboli di una vita che cambia, che migliora, che va oltre, simboli e segni permanenti sul corpo (d’atleta), di un passaggio sofferto, emozionante, pieno di risvolti, ad una nuova vita. Alla maturità in un certo senso. La “mula” si è trasformata dunque in “farfalla”(simbolo e nomignolo delle componenti della Yamamay, ndr), e il sogno è già realtà. Non c’è tempo per rifiatare: il 2017 le porta subito in dote un doppio impegno contro Novara nei quarti di Coppa Italia: auguri Alice, scaglia le tue frecce al di là della rete.  Andrea Triscoli