Nel panorama sportivo moderno, il ruolo dell’allenatore va ben oltre la semplice trasmissione di schemi tecnici o la gestione della singola partita. Presentiamo le dispense del Corso di Aggiornamento per Allievi Allenatori e Allenatori di Primo Grado, intitolato “L’atleta al centro”.
L’incontro, tenuto dal Prof. Giovanni Ottoboni del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, pone al centro una riflessione fondamentale: l’atleta è davvero al centro del percorso quando il contesto gli permette di capire di più, scegliere in autonomia e dipendere un po’ meno dalle direttive esterne.
I temi chiave del corso
La formazione affronta la complessità del lavoro in palestra attraverso un approccio concreto e scientificamente fondato. Tra i punti cardine trattati nella dispensa ufficiale figurano:
- Comunicare non è soltanto parlare: La comunicazione in palestra inizia ben prima delle parole, attraverso il silenzio, la distanza, i tempi d’intervento e la gestione degli sguardi dopo un errore. Ogni gesto assume un significato relazionale che non deve essere confuso con una diagnosi psicologica, ma utilizzato per costruire un dialogo costruttivo (“Ho notato che dopo l’errore ti allontani dal gruppo: che cosa succede in quel momento?“)
- I quattro stili comunicativi: Il corso analizza le differenze e l’utilizzo strategico dello stile paternalistico, informativo, interpretativo e deliberativo, spiegando come adattare la comunicazione all’età, all’esperienza, al livello di rischio e all’autonomia che si intende sviluppare nell’atleta.
- Dal messaggio al gesto: Spesso ci si stupisce se un’indicazione non produce effetti immediati. Tra il pensiero del coach e l’azione dell’atleta si inseriscono filtri importanti e “rumori” (fisici, attentivi o relazionali). Per questo motivo, domande generiche come “hai capito?” lasciano il tempo che trovano, preferendo verifiche pratiche mirate a individuare i segnali chiave del gioco.
- Osservare prima di interpretare: Imparare a separare i fatti oggettivi (“nelle ultime tre difese hai iniziato lo spostamento dopo il tocco“) dalle etichette di giudizio (“sei svogliato”) permette di trasformare una prestazione in un’opportunità di lavoro concreta, evitando le classiche scorciatoie cognitive del giudizio.
- Gestione della pressione e autorità: Sotto pressione la regola d’oro è togliere: comunicare una priorità tattica chiara, un segnale condiviso e una frase di riavvio, mantenendo un’autorevolezza che non confonde il controllo continuo con la costruzione dell’autonomia.
- Il sistema squadra, famiglia e società: L’atleta vive all’interno di un ecosistema complesso. Il corso offre strumenti preziosi anche per il rapporto con le famiglie e la gestione trasparente di ruoli, criteri di convocazione ed equità (che non significa trattare tutti in modo identico, ma applicare criteri motivati e verificabili).
Un impegno concreto per la crescita
L’obiettivo di questo percorso di aggiornamento non è accumulare nozioni teoriche, ma tradurre i concetti in comportamenti piccoli, osservabili e verificabili già dai prossimi allenamenti. Una comunicazione efficace non serve a far sembrare competente chi parla, ma a rendere più competente chi abbiamo di fronte.
Scegliendo di condividere questi contenuti con il pubblico, Eurovolleyschool conferma il proprio impegno non solo sul campo, ma anche nella diffusione di una cultura sportiva di qualità: perché una comunicazione efficace non serve a far sembrare competente chi parla, ma a rendere più competente chi abbiamo di fronte.


