• U18- CAMPIONE PROVINCIALE 2016

    U18- CAMPIONE PROVINCIALE 2016

    La nostra storia

    La nostra storia

Vittoria

EVS – ROJALKENNEDY:3-2 (27/25-25/22-14/25-12/25-15/13)Nemmeno due giorni dopo si ritorna in campo avversarie le friulane del Rojalkennedy. Sulle gradinate della Don Milani ci si interroga sulla possibile “tenuta” delle ragazze. La risposta dal campo non può essere migliore. Solita partenza col freno a mano seguita da generoso recupero e vittoria set al fotonish dei vantaggi. Il secondo periodo è una conferma del primo e la seconda vittoria nel parziale (e secondo punto in classifica assicurato) è servita. Sin lì un bel match, piacevole ed equilibrato, con scambi prolungati ed intensi tra due compagini che nell’occasione si equivalgono tanto nei pregi così come nei difetti. La differenza di classifica non si nota e per noi questo è già una bella constatazione. Gli attaccanti imperversano con buona continuità supportati da una migliorata fase difensiva. Insomma tutto gira o quasi ma, senza suspense che EVS sarebbe. La luce si spegne, un black-out che inizia nella parte finale della terza frazione e purtroppo prosegue anche in quella successiva. Ancora una volta sarà il tie-break a decidere. A differenza che nella gara di due giorni prima questa volta le ragazze riescono a mettere in campo tutta la determinazione possibile. Il set si dipana punto a punto, andiamo al cambio campo sotto di un punto ma con calma e grinta ribaltiamo la situazione e sopravanziamo le udinesi di tre. Tutto fatto? Macché anche le altre hanno grinta da vendere e riacciuffano la parità. A decidere il match gli scambi finali, lunghi, quasi interminabili. Alla fine saranno le ragazze di coach Lorenzo a stringersi sorridenti al centro del campo per festeggiare la prima sudata e meritata vittoria.

Mont Blanc

Il punto sulla partita Virtus-Eurovolleyschool

VIRTUS CLIMATIZZAZIONE – EVS: 3-2 (25/23-24/26-25/08-25/27-15/05) Alle nostre piace la partenza in salita. Pronti via e in una “Vascotto” dal buon colpo d’occhio quanto a spettatori presenti le padrone di casa provano subito l’allungo. L’indizio che qualcosa possa essere scattato nella “testa” delle ragazze è dato dal pronto recupero del punteggio con, udite, udite, sorpasso giunto a ridosso della metà periodo. Le Evussine danno l’impressione di aver finalmente trovato in campo un loro equilibrio, non tutto funziona ancora al meglio ma la determinazione che finalmente si intravvede nella loro azione è ben augurante. L’ultimo strappo vincente però è targato Virtus e, non senza qualche rammarico, il primo set va ad allungare la serie delle occasioni perdute. Che succederà ora, ci si chiede sugli spalti. Riusciranno a dare continuità al loro gioco o ripiomberanno nell’abulia che in precedenti incontri le ha già fatte sprofondare?. Ancora una partenza a vuoto poi con caparbietà e fatica il recupero e il nuovo sorpasso. In vantaggio per 23 a 20 la parità sembra cosa fatta ma ecco riaffiorare il “braccetto” e quelle marpione della Virtus ne approfittano per riportarsi in parità. Paradiso o Inferno? Stavolta ci tocca il Paradiso e dopo aver sprecato il primo set point i vantaggi premiano la volontà di Currò e compagne. Nel frattempo, sulle gradinate della “Vascotto” anche l’infreddolito pubblico si è rianimato e comincia ad incitare a gran voce le ragazze. Sono stati due bei set e se il detto non tradisce anche il terzo …..si rivela invece un incubo. Il gran dispendio di energie, più mentale che fisico, viene pagato e a metà periodo il divario nel punteggio è tale da consigliare al coach di utilizzare tutti i cambi possibili per dare fiato alle sue atlete più provate. Il rimedio si rivela efficace, la quarta frazione vede nuovamente in campo un EVS tonica e concentrata. Il set si gioca tutto sul filo dell’equilibrio e dopo aver annullato alla avversarie anche una palla match, gettando in campo anche l’ultima stilla di energia riescono a conquistarsi in un colpo solo il set, il primo punto in campionato e la possibilità di giocarsi la vittoria al tie-break. L’intervallo vola, quasi nemmeno il tempo di riprendersi dalle emozioni del set precedente che le squadre sono già schierate in campo. La speranza ora è tanta ma sarà per una forma di inconscio appagamento per la riuscita doppia rimonta, sarà perché si è in riserva di energia o perché le padrone di casa ci mettono quel pizzico di cattiveria e voglia in più, il set scivola rapidamente verso la fine lasciando campo libero alla Virtus.

Mont Blanc

Rinascimento EVS

   RINASCIMENTO EVS Confesso che in quest’ultimo periodo non mi è stato facile digerire i rovesci in serie inanellati dalle “nostre”. In ogni sconfitta ho sempre cercato di trovare segnali incoraggianti ma le ultime gare del girone di andata e la prima di quello di ritorno, soprattutto perché condite da buone partenze seguite da inarrestabili cadute, di fatto mi avevano lasciato senza parole. Ammetto anche che essendo un tifoso “passionale” negli ultimi tempi ho cercato di alleviare la “sofferenza sportiva” esibendo esteriormente un terapeutico “distacco”. Non so voi ma mi sentivo storicamente circondato da una sorta di Medioevo pallavolistico. Dinanzi agli occhi stava franando l’Impero (l’alloro dei vincitori con cui nel recente passato più volte ci siamo cinti il capo) mentre nel cuore nubi grigie gravide di pioggia mi lasciavano sconsolato sugli spalti a rimuginare su quel che poteva essere e non era stato. Lo ammetto, stavo “vergognosamente” per arrendermi ma fortunatamente per noi tutti non così le nostre indomite che invece, a partire dall’emozionante stracittadina di giovedì sera, sembra proprio stiano dando vita al Nuovo Rinascimento. Sguardo fiero eppure sognatore, lineamenti delicati ma decisi, il delizioso incarnato del volto che evidenzia il rosso petalo di rosa delle labbra schiuse in un espressione di dolce sicurezza. Non pare anche a voi che queste siano le stesse caratteristiche che si disegnano sui volti delle “nostre” forse appena un po’ contratti dalla tensione dello sforzo. Belle nel gesto fisico, nell’esplosione di nervi e muscoli che consente recuperi e schiacciate, dopo il buio finalmente ora guardano diritte davanti a sé senza paura. Tenaci e consapevoli di potercela fare.

Mont Blanc

U13 maschile 3×3 partito il primo concentramento

Partito il primo concentramento del campionato  U13 3×3 maschile regionale. Il Progetto giovanile ” Yunior Volley- Venezia Giulia” nato dal Consorzio tra Eurovolleyschoole e Volley Club Trieste” è sceso in campo per la prima volta con due nostre giovani squadre composte da ragazzi del 2004-2005-2006 , oltre a noi al concentramento hanno partecipato l’ Ausa Pav Cervignano- Soca Gorizia e L’Evs1 YVVG-Evs2 YVVG, tutti hanno giocato 3 partite di 3 set giocando con  grande impegno agonistico una buona pallavolo anche dal punto di vista tecnico. La foto finale dimostra quanto sia importante creare momenti di confronto e divertimento.

Evs…. serve più fiducia e convinzione nei propri mezzi…

PORPETTO/SANGIORGINA – EUROVOLLEYSCHOOL TS: 3-0 (25/22-25/20-25/23)

Anno Nuovo, maglia di gioco nuova ma sconfitta vecchia. Tutta qui la gara di sabato sera disputata a Porpetto per l’indisponibilità registrata all’ultimo minuto dell’impianto di San Giorgio di Nogaro. Al rientro in campo dopo la lunga pausa “attiva” delle festività le ragazze hanno palesato una buona forma sufficiente a tener testa a quella che attualmente è la quinta forza del campionato ma ancora insufficiente per conquistare i primi punti in classifica. A parziale consolazione vi è da dire che questa volta, rispetto alle ultime gare disputate a dicembre, le ragazze ci sono andate vicino in special modo nel primo e terzo parziale. In particolare nel corso dell’ultimo set, per l’ennesima volta e con l’aggravante che ciò è avvenuto quando si era già oltrepassato la metà frazione, sono riuscite a dilapidare il consistente vantaggio di punti sin lì accumulato. La sensazione è che il lungo periodo senza vittorie le abbia minato sul piano psicologico. Quando non si riesce a chiudere vittoriosamente il set neanche in situazione di chiaro vantaggio ma anzi si subisce il ritorno avversario quasi la sconfitta fosse ormai considerata un evento ineluttabile, il fato avverso cui è impossibile ribellarsi (e il moltiplicarsi degli interventi scomposti e/o in affanno in corrispondenza dei momenti clou della gara ne sono un chiaro segnale) allora urge un’iniezione di fiducia e convinzione, ingredienti questi che, purtroppo, non è possibile acquistare al supermercato ma che vanno ricreati con tenacia e pazienza senza guardare alla classifica ma vivendo gara dopo gara, giornata dopo giornata magari prefiggendosi ad ogni partita il raggiungimento di uno specifico obiettivo. D’altronde la vittoria altri non è che la sommatoria collettiva dei miglioramenti raggiunti come singolo e come squadra.

Mont Blanc

 

La Favola di Alice: dall’Eurovolleyschool a giocatrice di A1

La favola di Alice: da giovane speranza a giocatrice di A1 – Dal “PICCOLO” di Trieste

La triestina Sartori (classe 1999) dall’Evs alla Yamamay l’aspettava la B2 per crescere e ora fa il cambio alla Diouf di  Andrea Triscoli

TRIESTE. Protagonista in serie A1 femminile con l’ambita maglia della Yamamay Busto Arsizio. Non fatela smettere di sognare, perchè nel giro di poco tempo Alice Sartori, classe 1999, ha bruciato le tappe e raggiunto le mete più incredibili. Giunta in Lombardia dopo aver salutato l’Eurovolleyschool, le amiche e la famiglia, più che altro con l’ambizione di crescere e di fare un bel campionato con le giovani o giovanissime della serie B2 affidate a Tammone, la “mula” Alice ha subito spiccato per atletismo e doti fisiche, venendo così chiamata dal santone del volley azzurro Marco Mencarelli (allenatore della Uyba), a fare parte della rosa della prima squadra. In punta di piedi, con calma, avendo tutto da imparare da un ambiente nuovo, e al contempo affascinante. Dapprima, come detto, le convocazioni in prima squadra, poi, a fine novembre, in una domenica che la ex evssina non dimenticherà mai, ecco l’esordio ufficiale in serie A1, con il coach che la sceglie per dare fiato a Valentina Diouf. Non ad una qualunque, ma alla Diouf bomber incensato della formazione bustocca e colonna portante della Nazionale azzurra. Quel giorno, contro la Savino Scandicci, finisce 2-3 in favore delle lombarde, e la Sartori realizza così il sogno di calcare per ben due set il campo di una gara ufficiale di massima serie, davanti a tv e riflettori. Felicissima del risultato e della sua prova, Alice, catapultata questo è vero, nel paese delle Meraviglie, non si sarebbe aspettata di venir schierata in campo e che ne fossero richiesti i servigi. Ma la concentrazione ha subito preso il posto dell’agitazione e delle emozioni iniziali. Nella partita successiva poi, in casa, davanti al proprio pubblico, un pubblico numeroso colorato e animato come in pochi palasport in Europa, contro il Bisonte Firenze, ecco giungere i primi 2 punti in A firmati da sue conclusioni. E nella giornata successiva, con l’impegno a Treviso al Palaverde di Villorba contro Conegliano, ecco l’incontro con gli ultras personali: genitori, familiari e amici vanno direttamente nella Marca a seguirne le gesta. Oramai in pianta stabile in prima squadra in campionato, il mese di dicembre ha portato in casa Sartori un altro regalo: l’esordio ufficiale nelle coppe europee. Il 15 dicembre debutto nei 32simi di finale di Coppa Cev in casa contro il Vdk Gent, sconfitto per 3-1 dalle farfalle Uyba. Riposo totale per la Diouf che aveva saltato il match con Conegliano e lamentava problemi alla schiena, e spazio dunque per la Sartori, che realizza i suoi primi punti anche in Cev, contribuendo a abbattere le rivali belghe, nella serata di gloria della Martinez. Al ritorno, con altri 2 punti, la triestina partecipa al 3-0 inferto dalla Unet al Gent, e può così trovare il tempo di festeggiare il Natale in famiglia. Nei sedicesimi di finale, nel prossimo turno di Cev Cup, la Uyba affronterà il Maritza Plovdiv. Alti e bassi, viaggi, tanta nostalgia e stanchezza: questi gli aspetti negativi di cui la giovane ala può lamentarsi nel breve periodo, ma il tutto, ammette lei stessa, viene ripagato dalla fiducia dell’ambiente Yamamay, da uno staff tecnico che crede in lei, e dallo stimolo di potersi allenare e confrontare quotidianamente con campionesse e atlete di prim’ordine. Per una ragazzina che era andata a Busto per giocare solo in B2 o nelle giovanili, davvero un bel balzo in avanti. In questi giorni il breve soggiorno triestino, a ricaricare le batterie, a condividere in famiglia le emozioni per quanto vissuto in poche settimane, e, perchè no, imprimersi sulla pelle il ricordo di questa fase della vita: Alice Sartori ha voluto difatti farsi tatuare un arco, una freccia ed una data sottostante, la data del suo trasferimento. Tutti simboli di una vita che cambia, che migliora, che va oltre, simboli e segni permanenti sul corpo (d’atleta), di un passaggio sofferto, emozionante, pieno di risvolti, ad una nuova vita. Alla maturità in un certo senso. La “mula” si è trasformata dunque in “farfalla”(simbolo e nomignolo delle componenti della Yamamay, ndr), e il sogno è già realtà. Non c’è tempo per rifiatare: il 2017 le porta subito in dote un doppio impegno contro Novara nei quarti di Coppa Italia: auguri Alice, scaglia le tue frecce al di là della rete.  Andrea Triscoli

Pausa natalizia !!!!!!!

dsc_6591JULIAVOLLEY STARANZANO – EUROVOLLEYSCHOOL: 3-0

(25/07-25/17-25/12) E’ stato bellissimo, non so per quale sorta di combinazione chimico sensoriale possa essere stato possibile (chissà, forse il caffè bevuto al bar) sta di fatto che, un attimo dopo essermi seduto sulla comoda gradinata del Palasport di via Montes, non appena rivolto lo sguardo verso il campo sono stato trasportato nella dimensione di mezzo là dove il tempo scorre alla velocità della luce e presente, passato e futuro si fondono nell’immediato. Come un’ombra  sfuggente, non visto, ero in campo al loro fianco con la capacità di anticiparne i pensieri e la possibilità di correggerne le intenzioni. Cancellavo col coraggio la paura, sostituivo l’esitazione con la decisione, dosavo ragione e spavalderia e loro giocavano come non avevano mai ancora giocato. Punto dopo punto avversarie annichilite si chinavano a raccogliere la palla che inesorabilmente si stampava nella loro metà campo. A nulla servivano i time out e le altre “gherminelle” messe in atto per spezzare il ritmo indiavolato del nostro gioco. La palla viaggiava a velocità doppia, forse anche tripla, le diagonali funzionavano come ancora non era mai stato dato a vedere per tacere dei muri stratosferici che spegnevano sul nascere le velleità di attacco delle avversarie. In campo le nostre sembravano essere il doppio, non c’era settore che non risultasse coperto, difesa che si facesse sorprendere. Persino il pubblico di casa, dapprima ammutolito per la sorpresa, alla fine si era arreso e rapito da tanta bellezza non aveva potuto fare a meno di applaudire convinto le nostre stupende giocate. Sul segnapunti luminoso le cifre scorrevano rapide a nostro favore e la “vertigine” del successo finalmente a portata di mano era sensazione da assaporare pienamente. Sul volto dovevo aver disegnato un’espressione davvero beata e anche leggermente beota se chi avevo vicino ha ritenuto necessario destarmi con energica scossa da tale paradisiaca trance. Un attimo prima ero tra le stelle e l’attimo successivo annaspavo confuso nella realtà di un Palasport semi vuoto dove a rimbombare erano solo gli applausi dei fans di casa per i punti messi a segno dalle proprie beniamine che nella reale concretezza del presente stavano piovendo “a catinelle” sulle, ahimé, frastornate e alquanto confuse evussine.

Mont Blanc

Cambiare l’ approccio alla paertita, serve questo all’Eviessine per vincere

xxEUROVOLLEYSCHOOL – ZALET:0-3

(23/25-19/25-24/26) Ieri sera alla fine dell’incontro la sensazione era quella di chi sotto la pioggia in una stazione deserta sta da solo, seduto sul proprio bagaglio, in attesa (o nella speranza) che, indifferente la direzione, prima o poi arrivi a portarlo via un treno qualunque. Personalmente non pretendevo una vittoria accontentandomi anche di una sconfitta purché fosse di quelle che muovono la classifica ed invece è arrivato l’ennesimo colpo a vuoto di una stagione difficile. Se ancora non ce ne eravamo accorti il treno del campionato si è messo in moto già da un bel po’ ed ora siamo rimasti gli unici ancora fermi sulla banchina ad osservare le luci posteriori dell’ultimo vagone che si fanno sempre più piccole mano a mano che il treno si allontana. Al termine della odierna tenzone questa sorta di apatico fatalismo ha soppiantato l’animo da “Paperino Furioso” che per tutti i tre set mi aveva accompagnato ora incitando ora indispettendomi alla vista dei nostri più marchxxxiani errori. Fortunatamente la notte porta consiglio e se anche non c’era molto da “consigliare” un buon sonno per lo meno oltre a stemperare l’animo aiuta ad osservare le situazioni con maggior obiettività. Al di là delle sensazioni proprie lasciateci in eredità da ogni singolo match i numeri della classifica parlano chiaro e, dopo la decima giornata di gare, il raffronto tra i nostri dati e quelli delle altre quindici compagini partecipanti al campionato ci dice che se i punti subiti (815) posizionano la nostra fase difensiva all’ottavo posto risulta invece deficitaria la fase d’attacco che con soli (640 punti fatti) regge l’ultima posizione. C’è poi un altro dato che fa riflettere, tra la prima e la quinta giornata siamo riusciti a conquistare quelli che per il momento sono gli unici tre set all’attivo da ciò derivando che con quella di oggi sono cinque la partite consecutive senza vittoria nel parziale. Sulla scorta di queste semplici e del tutto evidenti considerazioni allo stato attuale in classifica non possiamo aspirare a nulla di più della scomoda posizione occupata. Anche per la gara di ieri sera potrei dire delle occasioni gettate via che con un po’ più di determinazione avrebbero potuto imprimere al match un andamento a noi più favorevole ma sarebbe una ripetizione vana e stucchevole di ciò che già sappiamo molto bene. Giunti a questo punto, messe da parte paure e/o presunzioni, diventa imperativo rimboccarsi le maniche e che ognuno sprema di sé il 100% consapevole che su quel treno o ci salgono tutti o tutti rimangono a terra.

Mont Blanc

 

 

 

Esordio di Alice Sartori in A1

esordio-in-serie-a-di-aliceDopo soli tre mesi di presenza in quel di Busto Arsizio la nostra grande ex Alice Sartori ha fatto domenica il proprio esordio in A1 femminile e per di più in una partita di vertice qual’era quella in casa dello Scandicci.
È stato un incontro sicuramente molto tirato che la Yamamay ha poi vinto 3-2 confermandosi nelle posizioni di testa della classifica.
Siamo andati a sentire le impressioni della protagonista….
Alice, intanto complimenti e poi raccontaci di questo esordio…
–  grazie. Domenica è stata un’emozione enorme sia perché è stato il mio esordio in A ma soprattutto perché è avvenuto in una partita impegnativa, fra due squadre ai vertici della classifica e dopo un avvio sicuramente difficile per noi  (sotto 2-0) siamo riuscite a ribaltare la situazione e portare a casa una vittoria importante.
– ma ti aspettavi di giocare??
– no, sinceramente non pensavo di trovare spazio per entrare in una partita come questa, però mi è stata data fiducia e nonostante l’agitazione  (più che comprensibile ndr) iniziale poi è andato tutto bene e quindi sono felicissima.
– in generale come stanno andando questi primi mesi?
– nel complesso bene anche se con inevitabili alti e bassi e non è sempre facile perché mi è comunque richiesto un impegno non da poco e spesso stanchezza e nostalgia si fanno sentire. Poi però arrivano anche le soddisfazioni e, insomma, le cose si sistemano e quindi complessivamente sono soddisfatta. E poi è ovviamente molto stimolante il potermi allenare quotidianamente con giocatrici di così alto livello, da loro sto imparando un sacco di cose.
– auguri per il tuo futuro e, ovviamente, attendiamo di vederti ancora alla tv……
– ciao a tutti!!!

HARA-KIRI

– 切る (Hara – Kiri)

 

 0004EUROVOLLEYSCHOOL  – TRANFOR FONTANAFREDDA: 0-3 (18/25-24/26-15/25)

è il termine che meglio fotografa la gara di questa sera. Dopo quella che è diventata la pessima abitudine di un inizio gara col freno a mano tirato, cui certo non è estranea la striscia di risultati negativi che non riusciamo ad interrompere, in seconda frazione di gioco le nostre riescono nell’impresa, invero difficile, di farsi rimontare ben nove punti di vantaggio. Si era sul 19 a 10 (sigh!) con la gara saldamente nelle mani delle “Evussine” mai così simili ad un piccolo ma preciso orologio in cui tutte le rotelline girano senza perdere un colpo. Decisamente avanti nel punteggio ancora sul 22 a 17 per pareggiare il conto dei set e rimettere in discussione l’esito della partita sarebbero stati sufficienti solo altri tre piccoli punti e invece, come nella miglior tradizione del teatro “kabuki” era in agguato il colpo di scena con harakiri finale. Ad una ad una le rotelline hanno ricominciato a perdere colpi sino a fermarsi del tutto mentre le avversarie, brave a crederci sino alla fine e ad approfittare di tanta grazia, inanellavano un parziale di 11 a 3 rovesciando la situazione. Per loro un’iniezione decisiva di fiducia per noi la mazzata definitiva. La terza frazione si apriva con le nostre ancora frastornate per essersi lasciate sfuggire un risultato che pareva ormai in cassaforte tanto che le pordenonesi riuscivano da subito a prendere il largo nel punteggio senza dover nemmeno affondare i colpi ma limitandosi ad attendere i nostri errori. Un minimo di reazione si aveva a metà set con parziale recupero dello svantaggio ma nulla che veramente potesse impensierire le avversarie che hanno continuato ad amministrare in sicurezza il margine di vantaggio guadagnato in avvio. La grande occasione era andata sprecata e la sensazione sugli spalti era che nulla più avrebbe potuto modificare il risultato dell’incontro, così come difatti è stato, tanto che il venticinquesimo punto giungeva inevitabile come la parola fine all’ultima pagina.

 

Mont Blanc